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Energia, in Turchia una città alimentata “a pistacchi”

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energia dai pistacchi

In Turchia una città alimentata a pistacchi. Una stima recentemente effettuata sostiene che la Turchia esporta circa 6.800 tonnellate di pistacchi. Così, ad una società francese di ingegneria ambientale, la Burgeap, è venuta un’idea solo apparentemente bizzarra: utilizzare i loro gusci per produrre energia e alimentare un’intera città.

I gusci dei pistacchi per produrre energia

I gusci dei pistacchi – sostengono dalla Burgeap – possono fornire fino al 60% del fabbisogno di riscaldamento di un’intera città“. E’ per questo che, ora, si sta studiando il modo di rendere l’idea fattibile. Come potenziale città, per l’esperimento, si è scelta Gaziantep, nella Turchia sud orientale. Il motivo è semplice: proprio questa è responsabile almeno del 5% dell’intera esportazione di pistacchi di tutta la Turchia. Un potenziale da non sottovalutare.

“La potenzialità di Gaziantep nella produzione di pistacchi è nota – spiega Muftuoglu Gulec, esperto di bioedilizia -. Inoltre, proprio non si sa come smaltire i gusci dei pistacchi”. L’idea è, pertanto, quella di ottenere proprio da questi un biogas, una specie di energia rinnovabile. Mentre in altri posti si può utilizzare senza problemi energia pulita, come quella eolica e solare, Gaziantep potrebbe andare a… pistacchi. “Perché dunque – si chiede Gulec – non provarci?”.

Una città alimentata a pistacchi

La prima fase del piano sarà quella di realizzare un primo progetto energetico solo in un’area ridotta della città di 55 ettari. Se si riuscirà a produrre energia rinnovabile e ad alimentare questa zona con i gusci del pistacchio, allora si procederà a rifornire tutta Gaziantep. Il biogas dovrebbe essere utilizzato per un territorio pari a 3.200 ettari e rifornire le abitazioni di 200mila persone.

Gulec ne è convinto: “Riteniamo che in un periodo temporalmente ristretto riusciremo a far sì che Gaziantep sia alimentata totalmente grazie al biogas ottenuto dai gusci dei pistacchi”. A volte basta davvero solo un po’ di fantasia per rendere un progetto sostenibile.

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