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    I cani delle Unità cinofile, veri eroi dei terremoti

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    I cani impiegati nei soccorsi di questi giorni ad Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto, sono i cosiddetti cani da ricerca su macerie e grazie al loro fantastico fiuto, sono riusciti ad individuare e a salvare 60 persone disperse e a recuperare circa 50 corpi.

    La notte del 24 Agosto alle ore 3:36, un velo nero è sceso sopra i tetti delle case e sui cuori delle persone che abitano le terre del centro Italia; Madre Natura, tanto adorata e decantata da poeti, scultori e pittori, ha deciso di mostrarsi in tutta la sua forza, facendo tremare le terre del reatino e dell’ascolano. Ciò che resta di quella maledetta notte sono cumuli di macerie e di numeri, numeri che a sentirli fanno male, e che si traducono in 295 vittime, 9 dispersi e 2776 sfollati.

    In questi giorni la terra non ha smesso di tremare e sono state registrate quasi 2000 scosse; fondamentale si è rivelato il lavoro dei soccorritori, e in particolare della Croce Rossa Italiana, della Protezione Civile, e delle Forze dell’Ordine che insieme hanno lavorato giorno e notte, senza sosta, con la speranza di riuscire a salvare quante più vite possibile.

    In molti casi queste persone si sono servite del supporto di cani, fedeli amici a quattro zampe, per riuscire a rintracciare le vittime e i dispersi intrappolati sotto le macerie: senza l’aiuto delle unità cinofile, molti corpi e sopravvissuti non sarebbero stati rintracciati e recuperati.
    La vicinanza del cane all’uomo ha permesso a quest’ultimo di svolgere mansioni un tempo molto più complicate da portare avanti.

    Ma come avviene la “domesticazione” del cane?

    La selezione animale nasce milioni di anni fa, ed è conseguenza naturale dell’evoluzione della specie ai fini della sopravvivenza.
    La convivenza uomo-cane nasce dall’incontro dell’uomo con il lupo: l’uomo, consapevole del vantaggio e della grande utilità di questa specie nei lavori di tutti i giorni, come ad esempio la caccia e la guardia, ha continuato il lavoro di selezione già iniziato da madre natura, cercando di lavorare sulle caratteristiche estetiche e caratteriali del lupo che, con il tempo, attraverso il processo di selezione e domesticazione, diviene quello che oggi conosciamo con il nome di canide.cani terremoto

    Ad oggi esistono più di 300 razze riconosciute dalla FCI (Federazione Cinologica Internazionale), ognuna delle quali creata dall’uomo per fini utilitaristici.
    Ai tradizionali lavori quali, la caccia, la guardia, la conduzione del gregge e la difesa, si sono aggiunti piano piano nuovi impieghi che risultano ancora più importanti e fondamentali di un tempo.

    Anche i cani lavorano

    Vediamo i nostri amici a quattro zampe lavorare come cani guida al fianco di persone ipovedenti, o portatrici di handicap; al fianco delle forze dell’ordine per il mantenimento dell’ordine pubblico, per la ricerca di persone scomparse o, ancora, per la ricerca di sostanze stupefacenti ed esplosive; li ritroviamo a fianco della protezione civile nel lavoro di ricerca su macerie, in superficie e soccorso in acqua; infine al fianco di operatori che svolgono terapie e attività assistite da animali, oggi meglio conosciute con il nome di pet therapy.

    I cani molecolari

    I cani impiegati nei soccorsi di questi giorni ad Amatrice, Accumoli e Pescara del Tronto, sono i cosiddetti cani da ricerca su macerie e grazie al loro fantastico fiuto, sono riusciti ad individuare e a salvare 60 persone disperse e a recuperare circa 50 corpi di persone vittime del terremoto.
    Questi cani vengono preparati attraverso un lungo addestramento della durata di circa due anni e il lavoro si concentra su uno dei sensi più sviluppati del cane: l’olfatto.
    I cani hanno un numero enorme di recettori olfattivi, e rispetto all’uomo hanno all’incirca 200 milioni di cellule olfattive in più.
    Ad aiutare la loro grande sensibilità olfattiva è anche la struttura fisica del tartufo: le grandi narici mobili servono a determinare la direzione e la provenienza dell’odore, infine la mucosa li aiuta a trattenere la particella odorosa il tempo necessario per scomporla e memorizzarla.
    I cani da ricerca vengono oggi chiamati cani molecolari e, sebbene ci siano delle razze particolarmente adatte a svolgere questo tipo di mansione, tutti i cani possono essere istruiti al lavoro di ricerca e soccorso, purché in possesso dei giusti requisiti caratteriali e di taglia.
    In questi giorni di dolore e di lutto nazionale, questi angeli con la coda, insieme ai loro conduttori, sono stati protagonisti attivi e indiscussi. Bisogna sapere che per questi cani il lavoro di naso, pur trattandosi di una dote naturale, è molto faticoso, ma nonostante questo sono andati avanti, e in alcuni casi fino allo stremo delle forze.

    Le straordinarie storie dei cani di Amatrice

    Ricordiamo il caso di Asia, pastore maremmano femmina, per anni impegnata nel lavoro di ricerca con il Nucleo Cinofilo Umbria.

    Asia è spirata ad Amatrice, subito dopo aver soccorso una persona intrappolata sotto le macerie, probabilmente a causa di un attacco di cuore, conseguenza dell’enorme sforzo sostenuto.
    Ancora, ricordiamo il caso di Leo, Labrador maschio di tre anni e mezzo, condotto sul posto dalla squadra mobile di Polizia di Pescara, che grazie al suo straordinario fiuto ha salvato la vita di Giorgia, una bambina che dopo nove ore e mezzo è stata finalmente estratta viva dalle macerie.
    Accanto ad Asia e a Leo, un pensiero va anche a tutti gli altri amici pelosi, giunti insieme ai propri conduttori nelle zone più colpite dal terremoto, per dare supporto e aiuto a tutte le famiglie travolte da questa enorme tragedia.
    Quando tutto sarà finito, ricordiamoci dell’enorme aiuto che questi angeli hanno dato, perché è anche grazie al loro prezioso supporto che molte persone hanno potuto riabbracciare i propri cari e tornare alla vita, seppure segnata nel profondo da una tragedia che rimarrà sempre nel ricordo di ognuno di noi.

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