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In Amazzonia la tribù Awà allatta gli animali

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tribù Awà

Sembra incredibile e lontano da ogni moderna concezione la possibilità che al giorno d’oggi siano ancora presenti al mondo delle popolazioni primitive come quelle della tribù Awà, ospiti della foresta pluviale tropicale dell’Amazzonia, in Brasile.

Il “polmone verde” della Terra racchiude e protegge come uno scrigno le antichissime usanze della tribù Awà, vale a dire le radici, nonché l’idioma e i costumi rimasti invariati dagli albori della formazione della prima stirpe di nomadi cacciatori-raccoglitori.

Il progresso non ha raggiunto la tribù Awà: man mano che ci si addentra nel bosco per raggiungere il loro piccolo villaggio isolato, che conta a malapena 350 membri, ci si rende immediatamente conto che la civilizzazione per essi è solo un lontano ricordo. Si ha l’impressione di aver compiuto davvero un balzo nel passato, di essere stati catapultati in mezzo ad una tribù che, è evidente, non ha assorbito nessun uso e costume moderno. Così vicini alla Natura da poter essere definiti parte della stessa: una comunione spirituale.

L’unione con la Natura della tribù Awà

Una delle particolarità che rende la tribù Awà davvero unica, e che testimonia l’incredibile compatibilità con l’ambiente in cui vivono, è il loro rapporto con la fauna che li circonda e di cui si prendono cura: le madri del villaggio allattano al proprio seno i cuccioli degli animali rimasti orfani, tra cui più frequentemente le scimmie urlatrici e quelle cappuccine. Gli stessi animali sono considerati veri e propri membri della “comunità”: vengono allevati come figli e addestrati a rendersi utili per il fabbisogno della tribù, aiutando così gli uomini durante la caccia o recuperando per loro della frutta direttamente dagli alberi più alti!

Ritratti di un reportage di Domenico Pugliese

Il fotografo Domenico Pugliese ha immortalato col proprio obbiettivo numerosi volti della tribù Awà ma non solo, alcune fotografie difatti raffigurano i membri in procinto di svolgere alcune delle numerose attività giornaliere, dalla caccia ai momenti di relax dei più anziani che questi si concedono dondolandosi su delle comode amache. La bravura di Domenico Pugliese, nel saper immortalare gli attimi in queste immagini, sa emozionare e ci trasporta direttamente in Amazzonia. Lui stesso descrive con sgomento l’atteggiamento che la tribù Awà gli ha riservato durante la sua visita presso il villaggio: “Non riescono a capire cosa ci fa un uomo lì, scapolo, senza famiglia. Mi guardano e cercano di darmi consigli. Non sanno da dove vengo. Non hanno il concetto di mondo come lo conosciamo. Non posso dire da dove vengo, non riesco a spiegare loro com’è il nostro stile di vita. Per loro la cosa difficile da capire è come un uomo possa essere senza famiglia”.

Un nuovo nemico: la distruzione della foresta

Eppure, nonostante la loro esistenza pacifica, la tribù Awà è ad oggi una delle più minacciate. Non è bastata in passato l’invasione dei coloni che, attraverso le malattie trasmesse come il vaiolo, il morbillo e l’influenza, li hanno drasticamente decimati; lo schiavismo a cui sono stati sottoposti successivamente, costringendoli a lavorare nelle piantagioni e l’oppressione dei governatori europei che, dopo una guerra lunga cinque anni, hanno innalzato vergognosamente il numero di indigeni massacrati. Non è finita qui.
Bande di taglialegna hanno recentemente appiccato volontariamente diversi incendi col fine di distruggere le vaste aree della foresta amazzonica e costringere gli indigeni a migrare altrove.
Quel che è peggio non è l’atto in sé quanto l’indifferenza dimostrata dalle autorità del posto che, nonostante gli appelli internazionali, hanno fatto ben poco a tal proposito affinché simili episodi non debbano più ripetersi. “Questi incendi non sono nulla di nuovo per la mafia dei taglialegna, che dilaga incontrollata nel Maranhão” ha commentato Stephen Corry, Direttore generale di Survival Intenational, movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni. “Finché ci saranno potenti interessi personali determinati ad allontanare i popoli indigeni dalle loro terre ancestrali e a ignorare i loro diritti per sfruttare l’Amazzonia, catastrofi come questa continueranno ad accadere.”
A tal proposito il Survival Intenational ha indetto, sul proprio sito ufficiale, una campagna per finanziare gli aiuti alla tribù Awà: è importante continuare a fare pressione sul governo brasiliano per impedire che i taglialegna possano tornare, garantendo alla tribù di poter vivere in pace nella sua terra.

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