Home Natura Piante Le cocciniglie: come eliminarle con rimedi facili e soprattutto naturali

Le cocciniglie: come eliminarle con rimedi facili e soprattutto naturali

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Le cocciniglie, assieme agli afidi, sono tra i più attivi parassiti animali delle nostre povere piante, in queste poche righe troverete tutto quello che vi servirà per imparare ad evitare gli attacchi di questi insetti e nel caso di attacchi in atto a respingerli con successo.  Ho usato Cocciniglie al plurale perché, come scopriremo presto, sono molti gli insetti fitofagi (che si nutrono delle nostre piante) che vanno sotto il nome di  cocciniglie, dalla cocciniglia cotonosa Icerya purcasi alla cocciniglia a scudetto Saissetia oleae, alla cocciniglia alle radici Rhizoecus falcifer , più subdola e poco identificabile. Le preferite dalle cocciniglie sono le piante grasse, ma ci sono anche gli olivi (Oleae), gli agrumi e tante piante ornamentali.   Vi ho promesso di suggerirvi rimedi facili e naturali, non sempre sarà possibile, chi ha avuto l’esperienza di aver subito un attacco sa bene quanto sia difficile eliminare questi piccoli insetti: i miei consigli vi permetteranno di ottenere il massimo dei risultati possibili con il minimo impegno, in termini di prodotti e di numero di interventi. Per ottenere questo dovremo conoscere bene il nemico che stiamo combattendo.

Le cocciniglie, cosa sono e quali conseguenze per le piante 

Prima di tutto dovremo individuarlo sulle piante, usando una normale lente o un contafili, poi una volta identificato dovremo conoscerne la biologia. Le cocciniglie sono insetti succhiatori che con il loro apparato boccale perforano la superficie delle piante attaccate e ne succhiano la linfa di cui si nutrono. Proprio per questo il danno alle piante sarà proporzionale al numero degli individui colonizzanti. Dalla linfa trattengono l’acqua, gli zuccheri e i sali necessari per il loro sostentamento, la parte eccedente viene espulsa dagli appositi orifizi sotto forma di melassa che a sua volta diventa l’alimento per altri insetti e il supporto per funghi spesso patogeni. Capita quindi frequentemente di trovare associati agli attacchi delle cocciniglie altri attacchi, promossi e mantenuti dagli scarti delle cocciniglie stesse, come purtroppo ha potuto constatare chi ne ha avuto l’esperienza diretta! Dal punto di vista fisico in questi piccoli insetti è ben evidente il dimorfismo sessuale, i maschi sono alati mentre le femmine, già prive di ali, dopo l’accoppiamento riducono ulteriormente la loro mobilità, le cocciniglie a scudetto ad esempio perdono le zampe e le antenne (catametabolia) e rimangono a svolgere la funzione di amorevoli madri che con il loro corpo proteggono le uova e i piccoli.  Sarebbero da ammirare se non fosse che si nutrono proprio delle nostre piante.

Come contrastare le cocciniglie

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Cocciniglia cotonosa, ne esistono diverse specie, difficile da allontanare

Già da questi primi elementi si capisce che spesso (ma non sempre) si può prevenire l’attacco, con interventi dissuasivi, che non danneggino né l’ambiente né gli insetti rendendo disgustose per il palato delle cocciniglie le nostre piante. Questo tipo di intervento è possibile per le cocciniglie cotonose e per le cocciniglie alle radici, per le altre la guerra è totale, anche se lo volessero le femmine delle cocciniglie a scudetto non possono andarsene e quindi dovranno essere eliminate. Nel mio caso la signora che coltiva un limone due piani sopra il mio appartamento ha la cortesia di  gettare sul mio terrazzo le foglie di limone infestate da cocciniglia cotonosa; da anni coltivo decine di specie di Opuntiae, le preferite dalle cocciniglie al punto che in Messico dove le cocciniglie della specie Kermes vermilio vengono allevate per estrarre un pigmento usato nell’industria alimentare per colorare molti aperitivi, lo fanno proprio sulle pale di Opuntia. Personalmente cerco di evitare l’uso di pesticidi, che tra l’altro sarebbero pericolosi per le mie care tartarughe, così non mi resta che far in modo che le bestiole regalate dalla vicina cerchino le piante di altri “vicini” per la loro sopravvivenza.

Il solfato di magnesio 

Per ottenere questo risultato agisco su due fronti: inizio rendendo disgustosa la linfa delle mie piante, una volta al mese bagno le mie piante con una soluzione al tre per mille (tre grammi di prodotto in un litro d’acqua) di solfato di magnesio, la classica magnesia che si può comprare in farmacia. Il solfato di magnesio non purga la pianta ma rende amara la sua linfa.

L’aglio

Continuo rendendo disgustosa anche la superficie esterna (la pelle) delle mie piante e per farlo preparo un macerato di aglio con due teste d’aglio ben spremute messe in un litro d’acqua bollente che lascio riposare per due settimane, dopo aver filtrato il liquido maleodorante aggiungo un altro quarto di litro d’acqua e tre grammi di shampoo antipidocchi per bambini. Nebulizzo questo intruglio sulle mie piante. Molti usano nebulizzare con un insetticida fai da te a base di alcolato di nicotina, ottenuto lasciando macerare delle sigarette nell’alcool. È pericoloso per noi oltre che per gli insetti, inoltre per le cocciniglie non è molto efficace, non riesce a superare la loro protezione cerosa.

Cocciniglie alle radici, il rinvaso con il paradiclorobenzolo

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Cocciniglia alle radici, normalmente invisibile, si evidenzia perché le piante smettono di crescere

Con le cocciniglie alle radici l’intervento è diverso. Ho anticipato che sono animali subdoli, è vero, infatti noi vedremo soltanto l’effetto della loro presenza, mentre gli animaletti vivono indisturbati nel terreno. Ho già parlato dei rinvasi e della loro frequenza, quando per un paio d’anni la nostra pianta non cresce è probabile che ci siano problemi e quindi anche cocciniglie alle radici. Personalmente quando scopro l’infestazione lavo le radici con l’acqua a temperatura ambiente e poi, dopo averle fatte asciugare all’ombra, rinvaso la pianta inserendo sul fondo, assieme al drenaggio, un certo numero (in relazione alle dimensioni del vaso) di cilindretti di paradiclorobenzolo (un antitarmico che si trova nei supermercati). Il  paradiclorobenzolo mi venne consigliato da un docente di chimica perché ha molte caratteristiche positive: evapora lentamente, uccide gli insetti rimasti e che non vogliono sloggiare, non è idrosolubile e anche quando evapora non entra nella respirazione della pianta. Sono invece sconsigliate la canfora e la naftalina (ancora più tossica). Il paradiclorobenzolo può essere usato anche come intervento preventivo, ad ogni rinvaso ne inserite qualche cilindrtto sul fondo, prima di mettere a dimora la pianta e di riempire il vaso con la composta. Se avete cani e gatti e se dove coltivate le vostre piante non ci siano stati attacchi di cocciniglia alle radici, basterà come prevenzione inserire sul fondo un cucchiaio di zolfo bagnabile (il suo odore terrà lontano gli insetti e anche cani e gatti). Se siete dei coltivatori di Cactaceae potrete inserire lo zolfo (nella misura di un grammo per litro di composta) direttamente nella terra mentre la state preparando: lo zolfo disinfetterà il terreno e si scomporrà nel tempo, rimarrà solo del carbonato di calcio che fa bene a molte piante messicane.

Cocciniglia a scudetto

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Cocciniglia a scudetto, impossibile da allontanare, deve essere soppressa

Nel caso di infestazione di cocciniglia a scudetto ho già anticipato che dovremo comportarci diversamente, intanto per la loro funzione di madri protettive, e poi per il fatto che la grande produzione di cera rende questi animaletti immuni agli insetticidi a contatto. Attenzione: non sempre  quando vediamo cocciniglie a scudetto è necessario intervenire, se osservando bene ci accorgiamo che sugli scudetti è presente un minuscolo foro, vuol dire che alcuni insetti hanno  già fatto il nostro lavoro parassitando le cocciniglie; in caso contrario dobbiamo intervenire rapidamente, prima che le uova si schiudano e il loro ciclo vitale è veramente veloce e le uova si schiudono in pochi giorni. Come prima cosa dovremo rimuovere tutti gli animali presenti usando un vecchio spazzolino da denti (senza graffiare la pianta), per facilitare l’operazione io uso acqua e shampoo antipidocchi per sciogliere le cere (la diluizione dipende dall’efficacia del vostro prodotto), se non ci riuscite con il sapone potrete usare un batuffolo di cotone imbevuto di alcool, o direttamente lo spazzolino con l’alcool. Abbiamo eliminato tutti gli adulti, ma per essere sicuri di fare un lavoro definitivo dovremo eliminare le uova e i piccoli, prima che si ricoprano di cera. Io uso un trucco che mi ha insegnato un fitopatologo: metto un rametto della pianta infestata dalla cocciniglia a scudetto (senza togliere i parassiti) in un vasetto trasparente che chiudo con un coperchio. Posiziono il vasetto vicino alla pianta infestata, ogni giorno controllo il vasetto, quando vedo dei puntini sul vetro interno (i piccoli) spruzzo sulla pianta e su quelle vicine dell’insetticida a contatto, del tipo che si trova in commercio dai fiorai, è l’unico momento in cui questi animali sono vulnerabili e quindi basterà poco per eliminarli. Un altro metodo per stroncare le infestazioni è la lotta biologica, nelle biofabbriche è possibile acquistare insetti antagonisti ai nostri parassiti che terranno l’infestazione sotto controllo. Il costo, anche ambientale, di un intervento biologico è elevato e quindi secondo me consigliabile solo per coltivazioni in serra, magari come intervento integrato. Infine da coltivatore rispettoso dell’ambiente l’augurio di oggi sarà lunga vita a tutti, anche agli insetti molesti, ma a casa e sulle piante del vicino.

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Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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