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Esplosione di un missile nucleare nel nord della Russia

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missile russo

Continuano ad arrivare con il contagocce le notizie sull’incidente avvenuto giovedì 8 agosto nell’area militare di Nyonoska, nel nord della Russia. L’esplosione accidentale di un missile con motore a propellente liquido è stata talmente forte da essere rilevata in quattro stazioni di monitoraggio del CTBTO di Vienna. La Rosatom, agenzia nucleare russa, conferma la «perdita di fonti isotopiche nel motore a propellente liquido durante i lavori d’ingegneria e manutenzione» e minimizza.

Burevestnik: il razzo a propulsione mista che uccide già nei test

Il numero di morti da due è salito a sette e quindici sono i feriti, portati a Mosca per essere trattati nello stesso ospedale – il Burnazyan – che fece tragicamente esperienza sui corpi dei liquidatori di Chernobyl, mentre nelle città circostanti le farmacie sono prese d’assalto dagli abitanti in cerca di iodio da assumere come difesa contro le radiazioni rilasciate. Perché il missile che si stava testando è il Burevestnik, un nuovo razzo a propulsione mista. Decolla grazie al combustibile liquido e vola a lungo per la presenza di un reattore atomico miniaturizzato. L’onda d’urto dell’esplosione è stata tale da gettare in mare diversi specialisti che lavoravano al test.

Esplosione del missile e confusione omertosa sul rilascio di radioattività

Il Ministero della Difesa, dopo aver minimizzato, ha centellinato le informazioni. Fallimenti del genere si verificano, quando si testano nuove tecnologie, rinforza la Rosatom. Secondo le autorità locali di Severodvinsk, la città più prossima alla base militare, c’è stato un picco di radiazioni che, tra le 11:50 e le 12:30 dell’8 agosto ora locale, sono giunte a un livello di venti volte il normale. La radioattività pare essersi normalizzata intorno alle 14 dello stesso giorno. Dmitry Chistyakov, capo del servizio stampa della direzione principale del Ministero della Difesa, dichiara che «l’ambiente naturale è normale ovunque». Tuttavia, per un mese il traffico marittimo e la balneazione saranno proibiti nella vicina baia di Dvina. Siamo, è bene ricordarlo, a soli 700 km dalla Norvegia.

Le superarmi di Putin e il missile Burevestnik

L’atomo è come quegli amici con cui può eventualmente essere necessaria la frequentazione, ma sempre con estrema cautela e mantenendo le distanze, perché quando qualcosa va storto la si paga estremamente cara e la si paga tutti. Nel mondo, la lezione è stata appresa presto. Ma la logica del potere politico è dura di comprendonio. Il poligono di Nyonoska e le chiatte marine prospicenti risalgono al 1954 e sono dedicati a test su missili balistici intercontinentali. Nel marzo 2018, con un discorso in diretta televisiva a reti unificate, Vladimir Putin aveva annunciato lo sviluppo di superarmi in grado di aggirare le difese missilistiche e di volare per un tempo indefinito, da usare come leva e grimaldello in caso gli USA e la NATO avessero adottato politiche anti-russe. Alle sue spalle, come in un film fantascientifico, tra gli applausi dei membri della Duma e degli alti funzionari, scorrono riprese e render dei test di missili nucleari tra cui del Burevestnik, proprio il missile più volte testato nel corso dell’anno e protagonista del pericoloso incidente di pochi giorni fa. La domanda è: ne abbiamo davvero bisogno?

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