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È l’uomo la causa della morte delle balene

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studio sulla morte delle balene

È l’uomo la causa della morte delle balene. Nonostante i tentativi che sono stati fatti e quelli che si continuano a fare per proteggere questi meravigliosi cetacei, ci si deve arrendere al fatto che le forze messe in campo non sono sufficienti ad invertire questa tendenza.

L’uomo la causa della morte delle balene

Solo circa quattrocentosessanta le balene che nuotano a largo della costa orientale del Canada e degli Stati Uniti ed i governi di entrambi i paesi stanno facendo il possibile perché questi enormi mammiferi non si impiglino negli attrezzi da pesca o non siano colpiti dalle navi che incrociano la loro rotta.

In certe aree, dove è noto che le balene nuotano alla ricerca di cibo, gli Stati Uniti hanno messo in vigore una norma che obbliga le navi a limitare la loro velocità, norma che però scade il prossimo anno.

I ricercatori Julie Van Der Hoop e Michael Moore, del Woods Hole Oceanographic Institution (che ha sede nel Massachusetts) ed i loro colleghi, hanno analizzato tutte le tipologie di morte conosciute di otto specie di grandi balene nell’Atlantico tra il 1970 e il 2009.

Durante questo periodo sono avvenuti i decessi di centoventidue balene, quattrocentosettantatre megattere (Megaptera novaeangliae), duecentocinquantasette balenottere comuni (Balaenoptera physalus) e decine di balene di altre specie. Gli autori dello studio sono stati in grado di risalire alle varie cause di morte, individuando l’ “interazione umana” come la più comune tra le cause, che figura nel 67% dei casi. La morte per soffocamento per essere rimaste impigliate in attrezzi da pesca, risulta essere la causa principale.

Secondo lo studio pubblicato on line su “Conservation Biology“, le misure di protezione sembrano non aver avuto alcun impatto sul problema e, anche se molte regole sono state applicate soltanto verso la fine del periodo di studio, Moore in particolare ammette che tale scoperta è risultata davvero “molto deludente”.

Segni di speranza per l’ambiente

Moore osserva comunque che l’analisi fatta è piuttosto ad “ampio respiro” e che, per fortuna ci sono specifiche iniziative locali – come lo spostamento di rotte di navigazione nella baia di Fundy tra le province canadesi del New Brunswick e della Nuova Scozia – che “senza dubbio” aiutano la conservazione delle balene.

L’analisi però va oltre e dà indicazioni ad esempio, sui luoghi dove gli sforzi di protezione dovrebbero essere concentrati. Van der Hoop osserva inoltre che in molti luoghi – ad esempio nelle acque intorno a Cape Hatteras, appena a nord di Morehead City in North Carolina – quasi nessuna misura è stata messa in atto per ridurre i decessi delle balene, sostenendo che la regolamentazione delle rotte e delle velocità delle navi in queste zone sarebbe auspicabile per prevenire il problema.

Greg Silber, un famoso ricercatore marino specializzato in mammiferi presso l’US National Marine Fisheries Service, nel Maryland, dice che queste ricerche “contribuiscono a rafforzare la necessità di un approccio riflessivo, scientificamente attendibile e ben equilibrato con cui ridurre la mortalità delle balene grandi “.

Ancora troppo presto per una regolamentazione sulle navi

Silber e il suo collega Shannon Bettridge, hanno concluso che è ancora troppo presto per dire se la regolamentazione delle navi sia una misura davvero efficace. Nel loro rapporto i ricercatori sostengono che i limiti di velocità devono essere continuativi, ed hanno suggerito di estendere queste norme anche a navi più piccole.

Il picco di mortalità maggiore delle balene si è registrato a metà degli anni 2000 quando il loro numero è drasticamente diminuito mentre è calato di poco in questi ultimi anni. Silber è ottimista e spera che la salvaguardia della specie diventi una certezza: “le balene del Nord Atlantico sembrano essere in crescita”, dice, “ma non sono fuori pericolo”.

Moore ha inoltre registrato timidi segnali di miglioramento dal 2009. La sua squadra ha oggi i fondi del governo degli Stati Uniti per effettuare autopsie sulle balene e non è poco: “in questi ultimi anni i soldi a disposizione erano praticamente inesistenti”, dice, “e questo è un segno molto positivo.”

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