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Siberia in fiamme. Milioni di ettari di foresta distrutti, danni gravissimi all’ecosistema

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Siberia in fiamme

Nicolai Lilin non è certo quello che oggi, con ridicoli neologismi figli dei social, si può definire “anima bella”. Non è uno studente imberbe che sciopera per il clima. È uno scrittore che ha imbracciato fucili e combattuto guerre. Insomma, uno col pelo sullo stomaco. Dal suo profilo racconta il disastro che si sta consumando nel nostro pianeta e che parte proprio dalla Siberia. Un gigantesco incendio, favorito dalle alte temperature, dai venti caldi e dal seccume, brucia da giorni incontrastato: economicamente, per il governo russo, non è conveniente mandare i mezzi per spegnerlo finché non minaccia città e strutture produttive.

Incendio Siberia, emessa troppa anidrita carbonica

Cinque milioni di ettari di foresta in fiamme, emessa anidride carbonica pari a quella di un solo paese europeo in un anno, danni gravissimi all’ecosistema: la cenere che ricadrà sulla neve renderà ancora più rapido lo scioglimento dei ghiacci, minando la sua capacità riflettente, innumerevoli gli esemplari di specie a rischio di estinzioni che sono state falcidiate da questo disastro. Il livello di disperazione è tale che persino gli sciamani si sono mobilitati per contrastare, con i loro strumenti, il disastro. Sicuramente è maggiore la loro buona volontà, che quella del governo russo, che a lungo ha finto che tutto fosse sotto controllo. La pagheremo cara, e la pagheremo tutti. L’incendio siberiano ha avuto inizio, peraltro, in primavera, in un periodo in cui c’è ancora la neve, e ha origine dolosa, legata al commercio illegale di legname verso la Cina.

L’Europa, il caldo e il grido dei piccoli e grandi segnali

Ci sono altre notizie “minori”, ma allarmanti per la loro frequenza aumentata, fino a diventare regole e non più eccezioni. Nel nostro continente sono state spente due centrali nucleari, perché le acque dei fiumi, troppo calde, non assicurano il raffreddamento dei reattori. Stiamo parlando del fiume Weser, in Bassa Sassonia: le sue acque hanno superato i 26° e la centrale di Grohnde è stata precauzionalmente spenta. Nella zona si sono superati di 40°. Al quadro aggiungiamo un dettaglio, una notizia apparentemente frivola, che sembra riservata alle fanciulle amanti della letteratura inglese, ma non lo è affatto. Chi di voi ha visto l’impeccabile adattamento di Orgoglio e Pregiudizio realizzato dalla BBC con un giovane Colin Firth, riconoscerà Cheshire’s Lyme Hall come una delle location. Allagata e danneggiata, mercoledì 31 luglio, da improvvise piogge torrenziali dopo un periodo di caldo e siccità anomale.
Decisamente non c’è più tempo.

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