“Principi e metodi della ricerca faunistica”, il moderno manuale del naturalista

Luciano Zambianchi
Pubblicato il 04 settembre, 2018, 9:00 am

Quando ho deciso di presentare ai lettori “Principi e metodi della ricerca faunistica”, il recente lavoro del professor Pierangelo Crucitti, avevo in mente l’idea di proporlo come il nuovo manuale del naturalista, approfittando dell’occasione per ricordare il mio corregionale Pietro Zangheri. Non avevo letto la prefazione dell’autore e così, solo dopo aver scritto la recensione, ho scoperto la “sintonia” con il professor Crucitti che, nella prefazione da me colpevolmente non letta, dichiara espressamente di essersi ispirato per il suo lavoro all’opera dello Zangheri.

Il secolo scorso sembra ormai lontanissimo 

In Italia, a partire dal 1952, gli amanti della natura hanno avuto per tutto il secolo scorso un grande ausilio e un compagno di viaggio nel fortunato manuale di Pietro Zangheri “Il Naturalista, esploratore, raccoglitore, preparatore” inserito nella serie dei “manuali” della Casa Editrice Hoepli, un volumetto che ha raggiunto, pur con i necessari, continui, aggiornamenti, ben sei edizioni. Era il dopoguerra, il periodo di rinascita del Paese in cui l’ambiente era considerato solo un forziere da depredare. Non c’erano tante regole, al punto che Pietro Zangheri riuscì a realizzare a tempo perso (come diceva lui: “…nei quarti d’ora che riesco a rubare al lavoro…”) una collezione di circa 32.000 esemplari, di cui circa 4.000 esemplari vegetali erborizzati.

Nuove regole, nuove sensibilità, un nuovo manuale del naturalista

Oggi la situazione è ben diversa: la sensibilità sociale, almeno a parole, è per il rispetto pressoché totale della Natura e per la sua integrale conservazione. Essere naturalista negli anni duemila è abbastanza complicato: decine di norme locali e leggi nazionali (o addirittura europee) regolamentano le attività possibili sul campo. Addirittura le Società scientifiche specializzate nei differenti settori della Biologia Animale ammettono, per accogliere le comunicazioni presentate a convegno o sulle loro riviste, solo i risultati derivanti da dati raccolti con precise metodologie e dopo aver ottenuto gli appositi, specifici, permessi. Ogni anno vengono introdotte nuove metodologie, più o meno valide; essere aggiornati è diventata una professione. Al naturalista moderno, anche se dilettante, non resta che cercare di mantenere il passo, su cosa e come fare, grazie anche ad una costante preparazione. Se il nostro naturalista è saggio e vive nel Lazio, può partecipare ad una linea di ricerca costituita sotto la direzione di seri cultori della scienza, ad esempio le unità di ricerca organizzate dalla Società Romana di Scienze Naturali (SRSN). Se poi, oltre ad amare la natura e ad essere saggio, vuole anche capire quel che fa e come farlo al meglio, allora dovrà acquistare e leggere questo libro scritto dal professor Pierangelo Crucitti che (guarda il caso) è anche Presidente della SRSN. Il volume, edito da Edizioni Accademiche Italiane (EAI) ha per titolo “Principi e metodi della ricerca faunistica” e per sottotitolo “la progettazione nelle ricerche sulla biodiversità animale”.

“Principi e metodi della ricerca faunistica”

Un parallelismo sorprendente 

Anche se il volume del professor Crucitti è un testo estremamente utile in molti ambiti, incluso quello universitario, e il “manuale” di Pietro Zangheri un’opera invece funzionale allo studio dei problemi della ricerca agli “albori” della scienza ambientale (in pratica uno stimolo alla nascita dell’ecologismo), esiste un sorprendente parallelismo tra i due autori e mi auguro anche tra la fortuna editoriale dei due volumi.

Il professor Crucitti ha più titoli accademici, ma la stessa passione per la natura di Pietro Zangheri, infatti fondò nel 1967 (a soli 15 anni) il primo nucleo della Società Romana di Scienze Naturali, mentre Zangheri iniziò a 17 anni ad interessarsi alla flora e alla fauna del suo territorio, la Romagna. Entrambi hanno prodotto quasi 200 pubblicazioni di rilevanza scientifica. È difficile oggi tentare un parallelismo sulle rispettive pubblicazioni, ora esistono dei criteri di validazione scientifica internazionali completamente nuovi e molto più rigidi, e circa 50 delle pubblicazioni di Crucitti sono peer-reviewed (valutate tra pari): è una convenzione internazionale che consente di effettuare agli specialisti del settore la verifica della validità scientifica di articoli e progetti, attestandone la idoneità ad essere pubblicati su bollettini scientifici. Per i rapporti con la comunità scientifica, mi auguro che, quanto prima, adeguati riconoscimenti siano attribuiti anche al professor Crucitti per la sua competenza, per il suo lavoro e per l’impegno dimostrato a favore della conoscenza della Natura. Riconoscimenti che a Zangheri sono stati attribuiti solo nel 1957, tre anni dopo essere andato in pensione. In quanto al numero dei volumi pubblicati, il professor Crucitti ha tutto il tempo per eguagliare il lavoro del grande Pietro. I punti in comune sono davvero molti!

“Principi e metodi della ricerca faunistica”, il libro e le sue caratteristiche  

Torniamo alle caratteristiche del volume che, secondo la mia opinione e nonostante la modestia dell’autore, può essere considerato il moderno manuale del naturalista; esso è costituito da 316 pagine (di 44 righe!) veramente dense, l’utile bibliografia si sviluppa in 54 pagine ed è in gran parte riferita a opere edite negli ultimi 20 anni. Si tratta di una quantità impressionante di informazioni. L’autore ha suggerito come limiti del suo lavoro l’essere “continentale” e “vertebratocentrico”, ma oggi è realmente impossibile, in un solo volume, trattare metodologie della ricerca proprie anche dell’ambiente marino. Il settore relativo agli invertebrati è tuttavia sufficientemente esteso tanto da occupare un terzo dell’intero volume. Il libro è tutto da leggere, ma soprattutto da rileggere ogni qualvolta si intenda progettare una missione sul campo. È questa la funzione del manuale del naturalista: aiutare il lettore a prepararsi al suo lavoro, indicandogli le metodologie, i pericoli e le tante incombenze, anche di natura burocratica, che dovrà affrontare.

I miei lettori sono invitati a leggere le ultime righe dalla presentazione del professor Giovanni Amori (Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del CNR, Roma) che supportano quanto da me sostenuto:

“… Questo libro risulta indispensabile sia per i ricercatori sia per gli studenti che si occupano dello studio della diversità biologica con particolare attenzione ad un aspetto chiave; quello della biologia della conservazione e della gestione delle sue risorse.”

Voglio incoraggiare i miei lettori a leggere il “manuale del naturalista” usando un celebre aforisma di Richard Feynman, che il professor Crucitti ha scelto come introduzione al suo lavoro:

“Se hai un talento, o qualcosa che ti piace fare, fallo, e fallo fino in fondo. Non chiederti perché, o in quali difficoltà potresti incorrere.”

Infine una buona notizia per i lettori di greenious.it: il libro, che può essere prenotato su Amazon.it al prezzo di 77,66 €, è offerto dall’autore al prezzo di 20,00 € cui vanno aggiunti alcuni euro necessari per la spedizione (in Italia in piego-libri). Per informazioni potete contattare la Società Romana di Scienze Naturali ai seguenti recapiti telefonici: 06 41400494-3913885175. Un bello sconto, non c’è che dire!

Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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