La Via Francigena: la “nuova frontiera” dei pellegrini

La Via Francigena, il fascino di una strada percorsa dal medioevo

Raffaella Lillini
Pubblicato il 11 luglio, 2017, 10:27 am

Più di milleseicento chilometri attraverso Regno Unito, Francia, Svizzera e Italia per una lunga linea immaginaria che taglia gran parte dell’Europa centrale con partenza dalla Cattedrale di Canterbury e arrivo nella città eterna. Questa, in poche righe, la Via Francigena. “Francigena” perché un tempo, quello medievale, con questo nome si indicavano proprio quelle vie che “dalla Terra dei Franchi” portavano i pellegrini d’oltralpe fino a Roma. Un cammino arduo, estenuante, fatto tra mille difficoltà quasi a voler espiare colpe e peccati: al contempo, anche un percorso per creare punti di incontro tra le tante e diverse culture di passaggio. L’aspetto spirituale e insieme culturale ben presto, però, finì in secondo piano lasciando il passo ad aspetti più terreni e così, nel corso dei secoli, la “Via” divenne più che altro una rotta commerciale attraverso la quale trasportare spezie, sete e altre mercanzie provenienti dall’Oriente con destinazione i mercati nord europei.

Nel 1994 la Via Francigena è stata dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa”

Perse la sua unicità cambiando addirittura il nome in Via Romea. Solo di recente il riscatto: nel 1994 venne, infatti, dichiarata “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” acquisendo, al pari del Cammino di Santiago di Compostela riscoperto invece negli anni ‘70, una vera e propria dignità sovranazionale. Da lì tutta una serie di piccole opere volte a rendere la “Via” più sicura nella sua percorribilità. Basti pensare alla segnalazione di percorsi e sentieri e alla sistemazione del terreno in alcuni punti davvero troppo malmesso soprattutto per ciclisti e biciclette. Tra le Regioni più attive, in questa opera di recupero, il Lazio già da qualche anno particolarmente presente con investimenti di risorse e promozione turistica. Poi anche parrocchie e istituzioni religiose impegnate soprattutto nell’assicurare a pellegrini, o semplicemente turisti, adeguate strutture di accoglienza lungo tutto l’intero tracciato. E allora buona “Francigena” a tutti qualunque ne sia il motivo di percorrenza: sia esso il desiderio di avvicinarsi a Dio, la necessità di immergersi in una ritrovata natura o solo la voglia di spingersi in un viaggio alla riscoperta delle radici della cultura sia italiana che europea.

Se volete sapere come percorrere la Via Francigena in bicicletta potete leggere: Ciclovia Francigena, dal Gran San Bernardo a Roma

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