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Il locavore, chi è?

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locavore prodotti agricoli

C’è un termine popolare che è diventato parte del lessico americano in riferimento a quel tipo di mestiere che supporta e sostiene il cibo locale, meglio noto come locavore.

In effetti il nome somiglia più a quello di un animale pelosetto, parente stretto di qualche simpatico scoiattolo! In realtà, si riferisce a quelle persone che sostengono gli agricoltori e le imprese locali, riducendo il costo del trasporto degli alimenti sulle lunghe distanze.

Il locavore

I critici sostengono che il metodo del “locavore” non sempre sia il più conveniente. A noi però piace molto l’idea di andare alla ricerca di cibi e prodotti locali; è un ottimo modo per rilanciare l’economia della comunità e, se non altro, garantisce la freschezza e la sicurezza della provenienza dei cibi, e quindi della salute. Vuoi provare l’approccio al mestiere del locavore? Qui ci sono tre modi per iniziare.

  1. Costituire un mercato degli agricoltori. Anche le piccole città hanno sempre una sorta di fattoria aperta al pubblico due o tre volte a settimana, dove si possono trovare marmellate, i prodotti da forno, il vino, i formaggi o le uova. Controllate se ce n’è uno nella vostra zona e, mi raccomando, diffondete la parola agli amici.
  2. Guardate le etichette. Avete una voce! Chiedete al vostro droghiere se vende dei prodotti locali. Se il negozio fa acquisti in numero sufficiente da soddisfare le richieste da parte dei clienti, anche i commercianti inizieranno a cambiare il loro modo di pensare e, di conseguenza, acquistaranno più cibo locale!
  3. Partecipa ad un CSA. Il programma CSA sta per “Community Supported Agriculture“. Molte comunità hanno almeno una delle opzioni CSA, la quale garantisce ad un individuo, o ad una famiglia, l’acquisto di una quota di tutte le colture prodotte da un’azienda locale. Iscrivendosi alla CSA vi sarà quindi garantita una certa quantità di cibo che vi sarà consegnato di solito ogni settimana. Se volete mangiare fresco, un CSA non solo è un ottimo modo per farlo, ma è anche solitamente, molto conveniente economicamente.

Quando ho letto di questo tipo di tendenza che sempre più negli USA stava prendendo piede, la prima cosa a cui ho pensato è stata:”Ovvio, è una nazione talmente grande, e le distanze fra uno stato e l’altro sono davvero enormi”, e subito dopo, come un flash proustiano, mi è venuta in mente l’immagine della signora che bussava alla porta di mia nonna per portarle la ricotta fresca, il latte e le uova ogni mattina. Stiamo parlando di più di trent’anni fa.

Quando con mia mamma e mio papà si andava dal fattore, e non al supermercato, per comperare la carne o la verdura. Quando la domenica non si andava al centro commerciale a fare shopping, perché era tutto chiuso. Quando, con la scusa di fare la “cicoria”, si organizzava la scampagnata con gli amici in mezzo alla natura, e noi bambini eravamo felici. Cosa è successo? In quale preciso momento storico è accaduta la metamorfosi kafkiana svegliandoci come mostri?

L’idea del locavore è una delle più belle, socialmente concrete e romantiche, che abbia sentito in questi ultimi tempi.

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