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Il tuffo a bomba, il più goliardico degli sport

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Tuffo a bomba
Foto Gian Mattia D'Alberto / LaPresse 15-05-2016, Londra sport Len Campionati Europei di nuoto tuffi 10mt nella foto: VERZOTTO Maicol ITA Photo Gian Mattia D'Alberto / LaPresse 15-05-2016, London 10 mt platform In the photo: VERZOTTO Maicol ITA

E chi l’avrebbe mai detto che il tuffo a bomba, da sempre il più goliardico e scoordinato tra tutti i tuffi, sarebbe stato messo un giorno al centro di uno sport ufficiale con tanto di adepti e campionati?

Il tuffo a bomba, una specialità sportiva

Probabilmente non lo sa nessuno, neanche i suoi più fervidi sostenitori, ma è proprio così: il tuffo a bomba è diventato una specialità sportiva. Tutto merito di un gruppo di ragazzetti tedeschi che un pomeriggio di non troppi anni fa, nel tentativo di attirare l’attenzione di alcune signorine sedute a bordo piscina, cominciarono a lanciarsi dal trampolino della stessa esibendo una serie infinita di pirotecnici tuffi a bomba.  Resisi conto che, oltre ad essere parecchio divertente il tuffo a bomba era anche per nulla doloroso, presero l’impegno di continuare ad allenarsi arrivando a inserire, nel tempo, tutta una serie di varianti come capriole e piroette. Da lì non si fermarono più. Oggi a praticare il tuffo a bomba, conosciuto come splash diving, sono davvero in molti sparsi in ogni parte del pianeta e si cimentano, come dicevamo, in veri e propri campionati più complessi, tra l’altro, di quanto si possa pensare: già, perché i partecipanti possono scegliere tra ben tredici diversi stili di tuffo, dal più classico con le gambe rannicchiate al più spettacolare con varianti di giravolte e acrobazie.

Il tuffo a bomba perfetto? Quello che solleva più acqua!

Nessuno stupore se a vincere, contrariamente a quanto avviene nelle più tradizionali gare di tuffi, è poi chi riesce, una volta immersosi, a sollevare la maggiore quantità di acqua. Chiedete ai sempre più numerosi spettatori assiepati sulle tribune cosa li colpisce di più e vi risponderanno, senza esitazione alcuna, il tonfo sordo che corrisponde a ogni immersione. Tanto rumore per nulla, però, visto che il dolore percepito dagli atleti, grazie all’abitudine e a detta degli stessi, è in realtà piuttosto minimo.

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