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Elisabet Spina, la “guardiola” in gonnella

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Elisabet Spina

Inutile continuare a domandarglielo, ad Elisabet Spina il paragone con gli uomini non interessa proprio: l’unica cosa che davvero le preme è far capire loro quanto bene possano fare le donne a uno sport così tanto marcatamente maschile come quello del calcio.

Elisabet Spina, il calcio per passione

E no, non si può certo dire che non abbia cominciato a farlo vista la recentissima abilitazione al ruolo di “allenatore professionista” ottenuta, con il massimo dei voti (110 su 110), al corso di Coverciano. Trentatreenne toscana, con mamma svedese papà italiano e fratello calciatore, Elisabet scopre il pallone ancor prima di imparare a camminare. La famiglia non borbotta anzi la incoraggia e così la piccolina “tutto pepe” inizia a farsi strada sui campi verdi arrivando a vestire negli anni, e sempre con grandi soddisfazioni, le maglie di Reggiana, Fiorentina e Rapid Lugano (Svizzera). Nella sua personale bacheca una Coppa Italia e la partecipazione ad un Europeo con la Nazionale Under 18 di Mister Carolina Morace. Poi un brutto infortunio al ginocchio, con la rottura del legamento crociato, e la fine del calcio giocato. Il pallone però è la sua vita e, così, Elisabet Spina ci resta con tutti e due i piedi accomodandosi inizialmente in panchina: poi una laurea a pieni voti in Scienze Motorie e la recente abilitazione, come dicevamo, ad allenare le giovanili e le prime squadre fino alla Lega Pro e ad essere tesserati, come tecnico in seconda, nei campionati di serie A e B.

Elisabet Spina, un talento per scoprire nuove leve

In attesa di conquistare una panchina non se ne sta comunque con le mani in mano visto che attualmente è la responsabile del Centro Giovanile Milan di Capezzano, vicino Lucca: il suo compito, di assoluta responsabilità, è quello di coltivare e scoprire talenti in un vivaio di circa duecento ragazzi, tutti compresi tra i sette e i diciassette anni. Un esempio? Alessio Bianchi già fiore all’occhiello della categoria Allievi. Ultima curiosità. Se provate a chiederle a quali allenatori del calcio maschile si ispira risponderà, senza alcuna esitazione, con tre nomi: Pep Guardiola, perché è quello che riesce a dare identità ad una squadra nel minor tempo, Sarri, perché è quello che cura la tattica con maggiore perfezionismo, Lippi, perché ha un carisma unico.

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