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Arriva l’asfalto che non inquina

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Il tossicologo ambientalista del Washington State University John Stark, sta concentrando i suoi studi sull’inquinamento da deflusso delle acque piovane che cadono sull’asfalto delle nostre città e sta cercando un modo per rendere sostenibili le strade e i parcheggi.

L’asfalto inquina, ma una soluzione esiste

Il deflusso dell’acqua piovana, o meglio dell’acqua piovana inquinata, è un sottoprodotto della nostra vita urbana. La pioggia che batte sulle strade e sui parcheggi raccoglie i contaminanti e viene poi incanalata e trasportata nei torrenti, nei fiumi, laghi e oceani. Secondo il U.S. Environmental Protection Agency (agenzia americana per la protezione ambientale) circa l’85 per cento dell’inquinamento dell’acqua, negli Stati Uniti in particolare, è causato da questo tipo di deflusso.
Ad ogni pioggia l’acqua scivola sulla pavimentazione raccogliendo olio, sporcizia e metalli pesanti e raggiunge i fiumi e i laghi.

La sfida di John Stark è nata nel parcheggio situato proprio presso il centro di ricerca WSU a sud di Seattle, dove si raccoglie questa miscela tossica che poi finisce nella la zona umida a fianco dell’asfalto e quindi nel vicino torrente che alimenta il fiume  di Puyallup, città dello stato di Washington. Da qui l’esigenza di gestire in maniera sostenibile il deflusso delle acque piovane.

Stark, insieme ai suoi colleghi, ha utilizzato dei fondi dati in concessione dal Dipartimento di Ecologia di Washington alla città di Puyallup e, nel 2010, ha installato un nuovo parcheggio realizzando un asfalto permeabile, la cui superficie spugnosa impedisce all’acqua piovana di disperdersi filtrando le sostanze inquinanti.

“L’acqua scorre attraverso il marciapiede su una base di ghiaia e quando l’acqua viene assorbita dal terreno, i componenti inquinanti vengono filtrati“, ha spiegato lo scienziato. “Abbiamo seguito con attenzione i dati: l’asfalto è efficace al 100 per cento! “

Il prossimo obbiettivo di Stark è un laboratorio su larga scala per diffondere l’iniziativa a livello nazionale. “C’è una grande bisogno di soluzioni per il deflusso delle acque piovane, ma ci sono anche grandi lacune nel campo della ricerca su ciò che funziona e ciò che no”, ha detto Stark. “Stiamo cercando di colmare tali lacune per mettere in pratica soluzioni scientificamente efficaci”

Asfalto filtrante anche per le autostrade

Va detto che il sistema sperimentato non vale per le autostrade e quindi ora Stark sta collaborando con la Boeing (ed altri ingegneri della WSU) per testare l’aggiunta di fibre di carbonio, un materiale che si trova sulla superficie esterna delle ali del Boeing 787 Dreamliner.
Incorporando queste fibre nell’impasto, gli scienziati stanno cercando di renderlo poroso ma più resistente. Il progetto, sebbene ancora in fase sperimentale, sembra promettere grandi successi, ma intanto la prossima fase della ricerca sarà valutare la resistenza dei marciapiedi nei tratti sperimentali.

I ricercatori esamineranno se l’aggiunta di fibre di carbonio aumenterà, e per quanto tempo, il filtraggio dei componenti inquinanti.

Fonte: wsu.edu

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