Vivere senza plastica? Dieci piccolissimi passi per iniziare

Giulia Tremolada
Pubblicato il 15 marzo, 2018, 3:05 pm

Masse di rifiuti che emergono dai mari come isole, uccelli marini che muoiono arenati sulle spiagge con gli stomaci talmente pieni di pezzetti di plastica da non riuscire ad alzarsi in volo, pesci imbottiti di sostanze plastiche, pescati e mangiati dagli stessi umani responsabili del loro avvelenamento.

In Europa ventisei milioni di tonnellate di plastica l’anno

Non per allarmarvi, ma la situazione ci sta sfuggendo di mano. Viviamo nella logica dell’usa e getta, confezioniamo qualsiasi cosa nella plastica e anche se le istituzioni internazionali si stanno piano piano attrezzando per fare fronte all’emergenza, c’è talmente tanta plastica in circolo per il globo che ormai se ne trovano tracce ovunque, persino nell’acqua potabile.

Ogni anno solamente in Europa vengono prodotti circa 26 milioni di tonnellate di rifiuti in plastica (quasi 120 milioni a livello globale) e solo il 30 per cento di queste viene portato al riciclo.

Vivere senza plastica è possibile?

La situazione è molto grave dunque, ma vivere senza plastica oggi, nel 2018, è davvero possibile?

A meno che non facciate parte di una comunità amish, pensare di eliminare la plastica dalle nostre frenetiche vite cittadine sembra un obiettivo un tantino impegnativo. Basta entrare in un supermercato per rendersi conto che quasi ogni prodotto sugli scaffali è imballato, anche solo in parte, nella plastica.

Ma la buona notizia è che le abitudini personali delle persone in questo caso fanno vivere senza plastica. Oceani di plasticala differenza, e come si sa, anche la più faticosa delle maratone inizia con un singolo passo.

Cosa possiamo fare?

Ecco allora dieci piccolissimi e semplicissimi passi per abituarci a usare meno plastica. Non è così difficile, se si inizia un poco alla volta. Anche scegliere di adottare una sola di queste buone abitudini non è inutile.

  1. Ok, questa è facile. La spesa. La prima regola è portare sempre con sé delle borse riutilizzabili per la spesa. Il nostro consiglio è fare una scorta di borse di tela e di tessuto e tenerle un po’ ovunque, in macchina, in borsa, in ufficio. Ne esistono molte richiudibili in semplici pallottoline, da infilare in borsetta anche per gli acquisti dell’ultimo minuto. Se ne hai la possibilità, fai la spesa nei mercati locali. Di solito i banchi sono organizzati con buste di carta che sostituiranno alla perfezione quelle in plastica.
  2. Cerca nella tua zona i negozi che vendono prodotti a peso. Non ce ne sono moltissimi in Italia, e i più diffusi sono quelli che vendono detersivi. È già qualcosa. Se pensi a quanti contenitori di detersivi in plastica butti solo in un anno potrai avere la misura della quantità di rifiuti che immettiamo nell’ambiente tutti insieme quotidianamente.
  3. È incredibile riflettere su come una bottiglietta d’acqua in plastica rimanga nelle nostre mani per pochi minuti, e poi per centinaia di anni nell’ambiente. L’Italia è prima in Europa e terza nel mondo per consumo di acqua in bottiglia. Ma è un’abitudine che possiamo cambiare. Utilizza thermos e bottiglie riutilizzabili per portare sempre con te acqua, the, caffé, tisane. Sarà anche un risparmio in termini economici!
  4. Se sei una donna, prova a utilizzare la coppetta mestruale per i giorni del  ciclo. Gli assorbenti in commercio sono pieni di sostanze plastiche difficili da smaltire e le coppette costituiscono una buona alternativa zero-waste a questo spreco. Se sei un uomo, per farti la barba, evita i rasoi usa e getta di bassa qualità. Una buona idea è acquistare un rasoio in metallo “all’antica” cambiando solo le lamette al bisogno.
  5. Per conservare i cibi in frigorifero, cerca di usare materiali senza plastica, come la ceramica o l’acciaio. Si trovano in commercio anche delle cover riutilizzabili in silicone che sigillano perfettamente i contenitori da frigo, e possono essere lavate e riutilizzate. Se hai dei contenitori in plastica che utilizzi quotidianamente per la conservazione dei cibi, non buttarli in preda a un raptus ambientalista dopo aver letto questo articolo! Trova il modo di utilizzare ancora e ancora tutta la plastica che hai già in casa. L’obiettivo è acquistarne sempre meno, d’ora in poi.
  6. Quando devi organizzare una festa o un evento, prova a pensare a delle soluzioni zero-waste e no plastic per il buffet e le decorazioni, magari utilizzando contenitori lavabili e riutilizzabili, e acquistando piatti e bicchieri in materiali ecologici.
  7. Prepara in casa i tuoi succhi di frutta! Nei supermercati i succhi sono quasi sempre confezionati in bottiglie di plastica, Tetra Pack con tappi in plastica e cannucce annesse. Acquistando frutta intera (ma anche verdura!) si possono preparare ottime centrifughe, spremute ed estratti, ottimi per la salute, senza zuccheri aggiunti e completamente no plastic!
  8. Se ti capita di trovare della plastica abbandonata in spiaggia, raccoglila e buttala subito nei cassonetti della raccolta differenziata, eviterà così di raggiungere velocemente il mare ed essere letale per l’ecosistema marino.
  9. Non acquistare prodotti cosmetici che contengano microgranuli! Questa grande catastrofe ecologica non è causata tanto dai pezzi integri di plastica che finiscono nei mari, quanto piuttosto da quella che viene chiamata “microplastica”. La plastica infatti non scompare dall’ambiente, ma si “sbriciola”. I mari sono pieni di pezzetti di plastica derivati da parti più grandi, ma non solo. Questa enorme massa di microrifiuti è formata anche dai granuli (di plastica, appunto) contenuti negli scrub, nei dentifrici o in alcuni bagnoschiuma. Indovina dove vanno a finire quelle palline minuscole dopo essere scomparse dallo scarico del tuo lavandino? Già, nel mare. E dal mare, nello stomaco del pesce che hai mangiato per pranzo.
  10. Se hai figli, educali! Nessuno di noi è cresciuto facendo la raccolta differenziata, per questo facciamo tanta fatica ad abituarci. Al supermercato fai il gioco del “scoviamo tutto quello che è senza plastica!”; forse non troverai molto, ma di sicuro innesterai un’idea di cambiamento nella testa dei tuoi figli. E chissà che a piccoli passi non si possa rendere la vita più semplice a chi verrà dopo di noi senza lasciare in eredità alle nuove generazioni un enorme bidone della spazzatura al posto della Terra.
Giulia Tremolada
Nata in un paesino toscano negli anni '80. Ha trascorso l'infanzia e l'adolescenza a Milano, alla fine Roma l'ha adottata. Sognava di fare la surfista, la fotografa, la scrittrice di romanzi rosa, l'insegnante di yoga, la biologa marina, la bibliotecaria. Poi si è laureata al DAMS. Non ha mai smesso di sognare.

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