Le piramidi di Kosrae risalgono al Medioevo

Pubblicato il 20 febbraio, 2018, 12:59 am

In una remota isola del Pacifico chiamata Kosrae, posta fra Pohnpei e le Isole Marshall in Micronesia, sono state ritrovate antichissime piramidi costruite con corallo. I nuovi studi hanno rivelato che queste tombe piramidi risalirebbero addirittura al medioevo e sarebbero quindi ben settecento anni più antiche di quella che gli esperti avevano inizialmente indicato come datazione originaria.

Le piramidi di Kosrae risalgono al medioevo

Le tombe reali, piramidi appunto, sono nascoste all’interno di un’antichissima città chiamata Leluh, appena fuori dalla terraferma di Kosrae, un’isola della Micronesia. Leluh fu la dimora di grandi capi, questo dal 1250 fino alla metà del 1800, quando cacciatori di balene stranieri, commercianti e missionari iniziarono ad arrivare sull’isola.

Costruita e fortificata con impressionanti canali di basalto, Leluh è spesso considerata la città “sorella” del più famoso insediamento della Micronesia, Nan Madol, sulla vicina isola di Pohnpei. Ma la sua particolarità sta nel fatto che, mentre i piccoli isolotti di Nan Madol sono stati costruiti sulla cima di una barriera corallina, a Leluh, uno degli otto posti maggiormente a rischio per il cambiamento climatico, il corallo è stato effettivamente incorporato nel materiale di costruzione di molti edifici, tra cui le tombe reali.

Il sito, uno dei posti più a rischio per il cambiamento climatico

Oggi, le antiche tombe dei complessi funerari reali, vere piramidi, sono una dei pochi monumenti rimasti intatti dell’antichissimo sito di Leluh“, ha detto Zoe Richards, un esperto di corallo presso il Western Australian Museum e autore del nuovo studio, molto più dettagliato sui risultati biochimici e sulle datazioni. “Gran parte del sito storico è invaso dalla foresta tropicale cresciuta per oltre cento anni in un clima tropicale  oltre alle inondazioni marine, per non parlare del fatto che alcune parti del sito sono state smontate e riutilizzate in costruzioni moderne“.

Queste tombe, note anche come Saru, sono alte circa due metri e sono a forma di tronchi a cono (inizialmente erano piramidi complete della loro punta). Nel loro studio, Richards e i suoi colleghi hanno specificato che le fonti storiche indicano che quando un re Kosraean moriva, la sua salma veniva strofinata con olio di cocco e avvolta in stuoie e corde per essere sepolta nelle Saru per un massimo di tre mesi. Le ossa del re sarebbero poi state riesumate, pulite e riseppellite in un foro sulla vicina scogliera.

Piramidi di corallo per sopravvivere ai cambiamenti climatici

Perché queste sepolture non fossero permanenti non è chiaro e non ci sono molti indizi che possano aiutare gli archeologi a capirlo. Le ossa di un uomo di cinquanta anni e del suo cane sono stati trovati in una delle tombe, conosciute come Inol-1, ma una datazione al radiocarbonio di questi resti scheletrici ha mostrato che questa sepoltura ha avuto luogo in tempi relativamente recenti, tra il 1824 e il 1850.

Per ottenere una stima più precisa dell’età delle tombe, Richards ei suoi colleghi hanno esaminato il materiale da costruzione. Hanno poi raccolto 47 pezzi di corallo da tre Saru diversi (Inol-1, Lūrūn e Bat) e li hanno sottoposti ad una tecnica utilizzata per determinare l’età di materiali di calcio carbonato come il corallo.
I risultati scaturiti dallo studio delle piramidi, hanno mostrato che tutte e tre le tombe potrebbero essere state costruite già nel 1300.

Alcuni dei coralli lì da migliaia di anni

Alcuni dei coralli trovati delle tombe son lì da migliaia di anni, il che significa che la gente di Leluh usava fossili di corallo e macerie per costruire le pareti delle tombe e allineare le cripte. Tuttavia, Richards e i suoi colleghi pensano che la maggior parte dei coralli utilizzati nella costruzione delle tombe sono stati presi dalle barriere vive circostanti durante la bassa marea.

“Estrarre e trasportare la quantità di corallo usato per costruire le Saru, così come le strutture e le pareti di tutta Leluh, avrebbe richiesto un’ organizzazione sociale altamente strutturata in grado di organizzare una ingente forza lavoro ed uno straordinario supporto logistico da parte della popolazione “, ha sottolineato Richards.

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