La malva contro il mal di stomaco

Pubblicato il 10 marzo, 2018, 12:25 am

Mal di stomaco? La malva rappresenta uno tra i più preziosi prodotti fitoterapici utili innanzitutto a contrastare bruciori e irritazioni di stomaco, reflusso gastroesofageo, infiammazioni intestinali, coliti, sindrome dell’intestino irritabile e stitichezza.

Gli effetti salutari della malva sullo stomaco

Gli effetti terapeutici della malva sono da attribuirsi completamente ai suoi principi attivi responsabili dell’effetto antinfiammatorio locale, perché operano direttamente sulle mucose senza aggredire altre parti del corpo, e dell’effetto lassativo di tipo meccanico, dovuto alla capacità di assorbire liquidi. Esistono altre erbe con un’azione così dolce, accomunate dalla presenza di mucillagini che leniscono con il loro strato protettivo la mucosa gastrica: si tratta dell’Althaea officinalis e del lichene islandico.

Come fare l’infuso di malva per il mal di stomaco

La malva si trova facilmente in erboristeria, essiccata, ma potete raccogliere i fiori e le foglie nei parchi e sui bordi delle strade di campagna, avendo cura di scegliere luoghi non inquinanti. Un infuso di malva, toccasana per uno stomaco stressato, si prepara in maniera molto semplice. Basterà lasciare in infusione per una notte intera le foglie e i fiori. Il mattino seguente si filtra tutto, si mette la tisana in una brocca o in una bottiglia di vetro per consumarla comodamente nel corso della giornata. Con le foglie e i fiori essiccati reperibili in erboristeria, si può preparare l’infuso usando un cucchiaio di prodotto e una tazza di acqua fredda in un pentolino. Fate bollire per qualche minuto e una volta spento lasciate in infusione per una decina di minuti.

Le altre erbe per il mal di stomaco

Anche camomilla e melissa calmano il mal di stomaco: la camomilla in infuso allevia gli spasmi e le infiammazioni, mentre la melissa è perfetta se i dolori allo stomaco derivano dallo stress, perché è da considerarsi un blando ansiolitico naturale. La melissa però non va usata in gravidanza e allattamento nonché in casi di ipotiroidismo.

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