Crestature, mostruosità e variegature nelle piante

Luciano Zambianchi
Pubblicato il 05 giugno, 2018, 5:43 pm

Parlando con degli amici ho scoperto che c’è molta confusione su cosa si intenda con forme mostruose e con forme crestate. Confusione ancora maggiore c’è sul come mai le piante crestino o diventino mostruose. Cercherò di spiegare in modo semplice questi fenomeni che tanto interessano soprattutto i collezionisti di piante succulente. Cercherò di farlo senza entrare nei meandri della genetica, che in questo periodo sta dando tante risposte nel mondo vegetale. Altra cosa è il fenomeno della variegatura in diversi colori che è spesso confusa con scottature o inizi di marciume: è un fenomeno originato da una riduzione nella produzione della clorofilla, che come tutti sanno ha un colore verde intenso.

Quali sono le piante in cui questi fenomeni accadono

Aloe Mostruosa

Aloe Mostruosa

Fino a qualche anno fa credevo che solo le dicotiledoni, cioè solo le piante del gruppo delle angiosperme che nascendo hanno due foglioline come, ad esempio, le Cactaceae potessero crestare, poi, purtroppo, ho sperimentato di persona che in alcune situazioni anche le monocotiledoni, quelle che nascono con una sola fogliolina, come le Aloaceae, possono crestare. Ho detto purtroppo, perché la situazione in questo caso dipende da attacchi batterici. Anni fa, quando ancora non conoscevo questa possibilità, vidi in uno dei più importanti vivai specializzati di Ventimiglia un’Aloe crestata e ne chiesi l’origine: la proprietaria che conosceva il mio interesse per il genere, mi regalò l’esemplare dicendomi che l’aveva trovata in un gruppo di piante che aveva ricevuto dal Sudafrica e non sapeva come mai fosse crestata. Portai la pianta a casa sul nostro terrazzo (tenendola in isolamento), purtroppo presto scoprii che alla base della malformazione c’era un attacco batterico scatenato da batteri (per fortuna) specifici per il genere, questi batteri (incontenibili) distrussero molte delle mie piante di Aloe, proprio quelle delle specie più rare e difficili da coltivare, che negli anni avevo raccolto. Ancora oggi non sono riuscito a debellare completamente i batteri responsabili delle crestature dalle mie piante di Aloe.

Crestature nelle Cactaceae

Spesso alcune Mammillariae dicotomizzano, ossia dividono in due la loro testa, il fenomeno può essere innescato da diverse cause, alcune di origine genetica, altre meccaniche, altre biochimiche, altre ancora possono avere origine dall’esposizione a fonti di radiazioni, ecc.. La ripetizione incontrollata del fenomeno della dicotomizzazione crea una crestatura, per cui la pianta perde il consueto aspetto cilindrico, e forma con il suo fusto una specie di muro vegetale.

rebutia schatzliana crestata

Rebutia Schatzliana Crestata

Nelle piante succulente esistono alcuni coltivatori specializzati in piante crestate, trenta anni fa ne conobbi uno che a Palma di Maiorca coltivava migliaia di esemplari tutti crestati. Particolarmente interessante è il sistema che garantisce la riproduzione di questi esemplari mantenendo la particolarità della forma. Il metodo più sicuro per ottenere questo è fare delle talee, che spesso, non essendo in grado di radicare autonomamente, dovranno essere fatte crescere su dei porta-innesti. La tecnica degli innesti dà la possibilità di far crescere piante che altrimenti morirebbero. Da quanto ho detto si capisce che molte forme crestate sono più difficili da coltivare e proprio per questo hanno un prezzo di mercato più elevato delle altre. Ma attenzione, molte piante crestano facilmente, la Mammillaria elongata e la Mammillaria spinosissima creano facilmente delle forme molto contorte, tanto da meritarsi il nome di “piante cervello”. In altre specie, come ad esempio la Monvillea spegazzini, un Acanthocereus (pianta cereiforme e spinosa), è più facile trovare esemplari in forma crestata piuttosto che in forma non crestata, proprio per questo ve la segnalo, nel caso ve la propongano a prezzi gonfiati. Come ho già detto, non solo le cactaceae crestano, per anni ho coltivato un Pachypodium lamerei, quella che viene chiamata la palmetta del Madagascar, il mio esemplare sembrava un isolotto: in un vaso largo 50 cm il mio Pachypodium formava un muro arrotolato intorno a un unico tronco centrale, un vero spettacolo! Dall’ultimo piano alcuni “vicini” lo annaffiarono con la lavatura delle deiezioni dei loro cani e la pianta morì.

Mostruosità

Le forme mostruose differiscono dalle crestate per la confusione degli accrescimenti, che non formano una cresta, ma deformano l’esemplare in modo imprevedibile. Queste forme sono spesso tipiche in alcune specie e generi, ad esempio nel Cereus uruguayanus, che si chiama così dal 1984, anno in cui è stata pubblicata la nuova descrizione tassonomica con il nuovo nome accettato da tutti (prima era chiamato Cereus peruvianus). In questo Cereus anomalie genetiche creano una distorsione delle costole che rende praticamente unico ogni esemplare. Le forme mostruose spesso sono anche accestite, alcuni sostengono che esiste una relazione diretta tra l’accestimento e la mostruosità. Nei vivai che “Albani & Ruggeri” gestivano nella zona di Aprilia nell’anno 2000, ho visto centinaia di E. grusonii (sedile della suocera) piantati in piena terra e fatti infestare da insetti al solo scopo di creare forme mostruose, derivate dalle teste accestite a causa dei morsi degli infestanti. Non ho i dati sui risultati della procedura, ma l’azienda florovivaistica “Albani & Ruggeri” è una delle più importanti d’Italia producendo annualmente decine di milioni di piante, quindi se stava sperimentando il metodo lo faceva perché lo riteneva valido. Una cosa che ho verificato personalmente è la frequenza delle mostruosità che si manifestano naturalmente, ho avuto la possibilità di osservare le semine di cactus di diversi produttori nazionali e nelle piante rinvasate ho sempre trovato un certo numero di esemplari mostruosi: le grandi aziende coltivano enormi numeri di esemplari e quindi sono interessati all’omogeneità dei loro prodotti, e non cercano le malformazioni, chi le toglie dai bancali fa loro un favore .

Le forme variegate Cereus Mostruoso

Si dice che una pianta è variegata quando nel fusto o nelle foglie sono presenti strisce o macchie di vari colori, di solito chiare (spesso bianche). Il fenomeno è molto frequente, e sviluppato dai produttori, alla continua ricerca di esemplari strani da vendere. Una delle più semplici metodologie per creare queste variazioni nella produzione della clorofilla è l’irradiamento con raggi gamma. Un ulteriore vantaggio per i produttori di esemplari variegati sta nella scarsa vitalità di queste piante che producono meno clorofilla e quindi hanno crescite stentate e solitamente vita breve. Molto spesso, quando gli esemplari sono incapaci di produrre clorofilla, questi riescono a vivere solo se innestati su una pianta capace di fornire gli alimenti necessari alla loro crescita.

In realtà tutte queste “stranezze” altro non sono (quando naturali) dei tentativi della specie per produrre esemplari sempre più capaci di adattarsi alle particolarità delle variazioni ambientali. Tentativi quasi sempre destinati al fallimento, ma ambiti dai collezionisti e dagli “amatori” che amano possedere e poter esibire esemplari unici.

Luciano Zambianchi
Dopo aver chiuso alcune delle mie vite precedenti, quella sindacale (da Presidente FIARC Confesercenti a Roma), quella politica (membro effettivo Commissione Centrale Ruoli presso il Ministero del Lavoro), quella da redattore e autore nel mondo della carta stampata (Acquari & Natura, L’acquario ideale, Le mie prime venti Aloe, Piante Grasse), quella da tecnologo nell’elettronica industriale, quella da segretario nazionale dell’Associazione Italiana Amatori delle piante Succulente (AIAS), quella da libraio (Einaudi) a San Lorenzo a Roma, quella di formatore e consulente (master PNL), finalmente da alcuni anni posso dedicarmi alle mie passioni: lo studio e il restauro di orologi antichi (con lavori citati anche in Wikipedia), l’allevamento e lo studio di tartarughe terrestri, la coltivazione di qualche centinaio di piante, la partecipazione alle attività di associazioni naturaliste scientifiche (ERPISA, bibliotecario SRSN), l’alfabetizzazione del WEB con la lotta alle bufale e alle “credenze” prive di ogni fondamento che imperversano in rete, oltre allo studio e alla diffusione della cultura ambientale. luciano@einaudiroma.it

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