Capsula Mundi. Riposare per sempre sotto un albero

Giorgia Gazzelloni
Pubblicato il 20 maggio, 2018, 1:04 pm

Avete mai pensato alla possibilità di rinascere albero o fiore dopo la morte?

Ebbene, quest’idea poetica e romantica di ricongiunzione con la natura rappresenta la nuova frontiera dell’aldilà. Tra i più originali progetti in auge, c’è Capsula Mundi, che propone un nuovo concetto di sepoltura sostenibile e un diverso approccio al tema della morte, ancora oggi  visto come tabù. Già dal 2015 Anna Citelli e Raoul Bretzel, gli ideatori di Capsula Mundi, hanno deciso di ridisegnare la classica bara utilizzando materiali ecologici, e di riferirsi a simboli di vita, laici e universali, quali l’uovo, la posizione fetale e l’albero. L’obiettivo del progetto è la rinascita del corpo all’interno di “boschi sacri”. 

L’impatto ambientale delle nostre scelte

Sapevate che gli obsoleti sistemi di sepoltura solitamente utilizzati hanno un elevato impatto ambientaleE che questi sistemi contribuiscono a minacciare una risorsa preziosa come il suolo, il cui sfruttamento sta arrivando a livelli insostenibili? 

Pensare a cosa lasciare di noi sulla Terra, è soltanto uno dei tanti modi che abbiamo per incidere sul nostro pianeta. Ripensare alle conseguenze delle nostre scelte è un atto dovuto sia nei confronti dell’ambiente sia per contrastare una cultura ancora troppo lontana dalla salvaguardia della natura.

“Per realizzare una bara oggi si abbatte un albero ad alto fusto, spesso di essenza pregiata. È l’oggetto con il più breve ciclo di vita e quindi con un alto impatto ambientale: la crescita di un albero richiede dai dieci ai quarant’anni, a fronte di tre giorni di fruibilità del prodotto”, spiegano i design di Capsula MundiInoltre, le casse in legno verniciato bruciando, producono emissioni inquinanti a causa dei prodotti chimici in esse contenute che vengono rilasciate nelle falde acquifere.

Quindi, non sarebbe meglio piantare un albero, piuttosto che abbatterlo? Così come essere liberi di scegliere la propria “casa” che ci ospiterà per sempre?

Fortunatamente oggi, nel mondo terreno, le idee funereo-ecologiche sono molteplici e quindi anche tutto ciò che coinvolge “l’ultimo viaggio” ha ora il suo lato sostenibile. Infatti, già da qualche tempo si parla di funerali ecologici, eco bare e di un nuovo concetto di sepoltura ecologicamente corretto. Con Capsula Mundi si potrà rinascere pianta o albero, simbolo di unione tra cielo e terra. Così albero dopo albero, il cimitero diventerà un bosco, un luogo verde, libero da grigie lapidi commemorative. E poiché sappiamo che “il passaggio” sarà inevitabile, in questo modo abbiamo anche la possibilità di renderlo denso di significati, partendo dalla considerazione che “il passaggio” non venga visto come la fine ma come l’inizio di un percorso di ricongiunzione alla natura.

Capsula Mundi, un’affascinate metafora visiva dell’etica umana

Capsula Mundi è un contenitore dalla forma arcaica e perfetta; è un uovo realizzato con un materiale biodegradabile, nel quale viene posto il corpo del defunto in posizione fetale o le ceneri insieme ai semi di un albero, che verrà poi interrato in un luogo che segnerà la memoria del defunto e che si degraderà naturalmente.capsula mundi

A consacrare il luogo della memoria sarà una pianta, la cui varietà verrà scelta dalla persona (ancora in vita) a seconda della preferenza. Che si scelga una magnolia, un ciliegio, una quercia, un faggio, un mandorlo o un castagno, non importa, ciò che conta è comprenderne il messaggio che i suoi ideatori, già da diversi anni, portano in giro per il mondo: “se piantiamo un albero per ciascuno di noi i nostri cimiteri diventeranno foreste!” Non più grigie lapidi di marmo o pietra ma alberi vivi e vegeti a formare un spazio verde comune. L’idea di questo interessante progetto si lega alla riqualificazione di aree abbandonate, trasformandole in aree verdi e mappate con un sistema GPS, che permette di individuare facilmente l’albero del congiunto. Ai familiari dell’estinto il compito di prendersi cura dell’innesto, che darà vita ad una eredità verde ed ecologica.

Si può contribuire così a creare zone verdi, protette dalla collettività per il loro valore di memoria, utili all’equilibrio del territorio. Spiega Citelli: “il corpo umano è costituito principalmente da azoto, zolfo, fosforo, calcio, magnesio (oltre a carbonio, idrogeno e ossigeno), sostanze indispensabili per la vegetazione”.

Ma l’Italia è pronta per questo cambiamento?

Dal 2003, anno di presentazione del progetto al Salone del Mobile di Milano, i design di Capsula Mundi hanno portato avanti un lavoro di sensibilizzazione, convinti che per arrivare a cambiare le leggi è necessario prima avviare un cambiamento culturale.

Non sono poche le difficoltà legate al tentativo di cambiare le opinioni delle persone su un argomento così delicato come la morte e il morire, Non è ancora chiaro quante persone vogliano essere accolte nella meraviglie della natura, tuttavia sembra che l’attenzione nei confronti della sepoltura ecologica susciti sempre più interesse e curiosità.

I “cimiteri verdi” sono permessi in molti paesi di cultura anglosassone, in Svezia, Canada, Giappone e Cile, ma non ovunque. In Italia per ora non è ancora possibile. La legge in vigore consente solo la dispersioni delle ceneri: “Da noi vige la normativa napoleonica che si riconduce al Regio Decreto del 1934 (!) La legge italiana impone che il corpo del defunto non debba entrare in contatto con la terra non potendo quindi tornare alla terra, con tutto quello che ne consegue: bare zincate, esumazione, sistemazione in loculi”, spiegano gli ideatori del progetto. 

È chiaro, quindi, che dovremmo aspettare ancora un pò prima che i nostri cimiteri vengano sostituiti da verdi foreste commemorative. Ma il nostro auspicio è che in un futuro migliore, si spera non troppo lontano, riusciremo a visitare i nostri cari in enormi foreste di alberi cresciuti da uova biodegradabili. Sostenendo il progetto di Capsula Mundi contribuiremo ad incrementare la presenza di boschi, fondamentale sia come fattore di regolazione e di controllo per il suolo, sia come fenomeno per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. 

Planting a tree is an act of love for future generations and for the future of our Planet!

Per ulteriori informazioni visita il sito del progetto.

Giorgia Gazzelloni
Nata alla fine degli anni ’70 a Roma. Cresciuta con la voglia di “gustare” ogni singolo momento della giornata, ama curiosare nelle storie di vita, in quelle passate e nelle avventure future. Si laurea in Editoria e Giornalismo con l'idea di diventare una corrispondente dall'estero di qualche giornale indipendente. Ha vissuto gli ultimi anni col dilemma di lasciare l’Italia in cerca di un posto migliore, finché ha scelto di scommettere su se stessa e di restare a combattere…convinta che il suo cuore sarebbe comunque rimasto qui!

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